La critica

2017
Critica del Direttore della Galleria Civica "Giuseppe Sciortino" Prof. Salvatore Autovino (Clicca)

2014
Critica del Prof. Giuseppe Maci in occasione a Tarnato del Premio internazionale Magna Grecia - La perla dello Ionio (Clicca)

2013
I Segnalati – Catalogo d'Arte Internazionale- esposiz. a Bruxelles (Clicca)
Effetto d'Arte – Valutazione Critico-Finanziaria di P. Levi (Clicca)

2011
Rivista Arte Shop (Clicca)

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Ada Sorrentino rivela una ricca cultura pittorica moderna. A prima vista il suo patrimonio culturale sembra denotarsi soprattutto come una sorta di libera e disordinata reattività sensitiva alle forme e ai colori che caratterizzano certi aspetti dell'astrattismo (Mathieu), dell'informale (Fautrier), del materico (Burri). E sembra che, con questa reattività sensitiva, l'artísta si abbandoni ora a questo ora a quello degli incentivi figurali che spontaneamente le si affollano nell'occhio e nella mente fino al punto di lavorare sulla tela con un'avidità che non conosce limiti alla degustazione e al piacere delle forme e dei colori. Insomma una accumulazione elegante e zampillante di pretesti formali tradotta in immagini intercambiabili, di compatta presenza e pregnanza decorativa. (... ) La sensibilità e la passione vengono temperati dal rigore delle scelte, la vivacità della colorazione e lo spessore della pennellata sono trattenuti fino a comunicare di sé più il soffio inventivo e la plasticità che non il puro e semplice azzardo delle tinte o il puro e semplice profilo degli oggetti e degli spazi. Si scopre così che quella cultura pittorica della quale si è detto non si limita in Ada Sorrentino a legittimare le linee di gusto e di aggiornamento del suo lavoro ma costituisce la base di un libero rapporto con la realtà. E' insomma la regola di un linguaggio. Non solo per registrare e recepire, ma per comunicare. Un linguaggio teso, allarmato, dolente, anche quando più le forme ed i colori squillano e indicano a quali felicità perdute o bramate l'artista richiami se stessa e, attraverso la propria lirica meditazione, l'attenzione degli altri. Ecco: una pittura, più che da interpretare, da guardare, quella di Ada Sorrentino, ma sempre come se da essa, assieme alla chiamata dello sguardo, promani un più occulto e intimo invito ad andare oltre: verso il punto cruciale dove Ada Sorrentino cerca di trasformare la sua pittura da sofferta testimonianza soggettiva in valore oggettivo e duraturo di conoscenza.

Antonello Trombadori, Roma 1980


Evanescenti, aeree ed al tempo stesso terrene, barocche e piene nella loro matericità: le astrazioni liriche di Ada Sorrentino pervadono ampie superfici con diffuse vibrazioni di luce, lievi increspature e solari trasparenze impreziosite dall'oro, insieme ad addensamenti d'ombre, grumi e stratificazioni di colore, universi ghiacciati, silenti.
Ed ecco, nella duplicità di contrasti fra vuoti e pieni, leggerezza e pesantezza, espansioni e implosioni che caratterizza questi lavori, emerge una tensione ulteriore, un vibrare all'unisono di spiritualità e materia: intuizione che si afferra sulla tela travolgendo ogni apparente illusione.
Nei grandi oli realizzati dall'86 a oggi (da Le 4 stagioni a Paesaggio ambientale, Energia cosmica, Gioia di vivere e altri in mostra), i cicli della vita si dipanano come astratte narrazioni dell'anima, nelle quali affiora talvolta una figurazione interiore, aderente a ricordi edenici e rarefatti di forme, sagome umane, alberi, nuvole, uccelli, chiari specchi d'acqua. Ed è un continuo dialogare, fra un'essenza invisibile e concrete manifestazioni della realtà, che produce segrete emozioni, mentre un ritmo primordiale scandisce l'eterno avvicendarsi delle stagioni, nella natura come nell'esistenza umana.

Silvia Sperandio, Milano 1996.


Nel concreto, questa artista così volitiva e così piena di gioia di vivere, riesce a essere se stessa, a comunicare sensazioni che sono sue, che sono vere come vera è lei, come vera è la sua forza. Coscienza che poggia sulla certezza di essere preziosa parte di un Tutto che nasce, vive, muore e si rigenera nel grembo eterno ed esplosivo dell'energia cosmica.
Una energia che ritroviamo nei suoi quadri in soli e vortici rutilanti, in abbaglianti istanti d'estasi, in paesaggi dell'anima capaci di raccontare sia il dolore acido dell'amore deluso sia la sempre nuova e stupita gioia di vivere.
Ada Sorrentino sa insomma come tradurre sulla tela, in movimenti forme e colori che lei domina e piega con assoluta naturalezza e incisiva grazia, il materiale e il trascendente, inglobandoli entrambi in un racconto di viva e illuminata armonia. Armonia che viene impreziosita e sublimata da un soffio d'Oriente che ne ingentilisce la portata evocativa con un misurato e sapiente impiego dell'oro.
I risultati sono quelli di un'estasi piena e capace, sulla quale il tempo può dilatarsi all'infinito e lo spazio può trovare requie in un istante che sembra comprendere ogni istante, per riscattarlo nella assoluta libertà del Tutto e nel libero fluire dell'Eterno.

Antonio Siligato, Milano 1994

La suggestiva pittura di Ada Sorrentino vive in un ideale ambiente di poesia, nella quale matura la sua ricerca con fedeltà all'arte e in chiave di attualità espressiva. Pertanto il suo proposito di fare cultura visiva è congeniale ai propri mezzi espressivi e alla volontà di pittrice che usa i colori come messaggi da lanciare al mondo. Come è nel suo carattere così la sua arte nuova ha qualcosa di primitivo, di irruente, di armonico o di caotico, dentro e fuori la legge che mantiene insieme i colori e l'essenza delle cose. E di fronte a un suo quadro siamo tentati di dire che troviamo colorate astrazioni e potenti immagini di arcana fantasia cosmica. Ne scaturisce una figurazione estrosa e libera da qualsiasi legame manieristico o accadamico per una aperta visione pittorica metafisica. Il colore è pulito perché rispecchia foga esistenzialista. Il segno è simbolo allusivo di una problematica contemporanea conturbante, nella quale l'artista spera e dispera, compone e scompone la materia, con vivacità, con inventiva, delineando una particolare realtà, che è emozione, suggestione, anche di genere onirico. Realtà o sogno, la ricerca diventa bisogno di liberazione, anche dalle catene pittoristiche, per sfociare in forme alate d'una umana realtà sfuggente, dal continuo divenire di rapporti tra uomini e cose, tra la luna e il sole, tra la notte e il giorno, nel pensabile e nell'impensabile. Le sensazioni si generano col colore ed ogni quadro è offerto come un grande spettacolo del mondo.

Elio Marcianò, direttore de Italia Artistica.

Nei quadri di Ada Sorrentino sono state trovate molteplici forze espressive, tuttavie convergenti in una dialettica sempre viva sia all'interno della sua ricerca che nei rapporti con gli interlocutori più o meno preparati allo scontro, sono state indicate allusioni a tutti i problemi del momento, dall'ecologia al femminismo, dalla tragedia della fame a quella individuale dell'alienazione, per non dire di tutte le crisi, le contestazioni e gli impegni sociologici, e non che tutto questo non sia vero e verificabile, un'artista che cosa è se non un terremoto sensibile e fragile, uno specchio del suo tempo in balia di tutte le tempeste? L'essere umano, uomo o donna che sia, è al centro degli interessi di Ada Sorrentino, me nessuna convenzione simbolica o figurativa ne condiziona o limita la violenza appassionata con cui l'indagine pittorica si trasforma in una difesa in cui l'amore si introduce tra la pietà e la protesta. Là dove ben presto la figura, scarnita, astratta, drammaticamente liberata da ogni limitazione fisica, si traduce in immagini sempre più autonome, l'attenzione si rivolge al mondo interiore, alle situazioni psicologiche, alle relazioni inesprimibili, ma soprattutto ai conflitti, alle ingiustizie, alle violenze, ai soprusi morali e occulti di cui l'uomo di oggi è troppo spesso e sempre più crudelmente vittima. Di questo substrato sensibile, sempre teso nel rifiuto del male e nell'ansia di riscatto, la pittura si scopre trascrizione vibrante ricca di riflessioni nella infinita variazione delle possibilità espressive, dei segni, dei toni e della tangibile vitalità materica delle superfici.

Giancarlo Caldini, Firenze

Quali caratteri nuovi reca la pittura di Ada Sorrentino?
Il contrasto tra diverse concezioni della vita e dell'arte pare volgere a univoca soluzione.
Le istanze cubiste, marcate da una certa insistenza di linee e da uniformità di colore, che erano state alla base della sua pittura, sono ormai tralasciate come canoni estetici. Di esse permane quel tanto che affiora nella solida costruzione delle figure, nell'estro e nella libertà della composizione.
Le ultime opere dimostrano, senza possibilità di equivoco, che la piena dei sentimenti ha avuto il sopravvento sul precedente rigore formale: le figure, e di figure soprattutto si parla, restano avviluppate nei fondi densi di umori e di vibrazioni, fusi e amalgamati in un tutto continuo che simboleggia il flusso esistenziale.
La pittura della Sorrentino pone il suo accento sul carattere più universale dell'esistenza: la sofferenza umana.

Maria Agnese Neri, Grosseto 1974.

Ada Sorrentino è nota per la sua pittura che traduce in espressioni incisive suggerimenti naturalistici. C'è in lei un impeto gestuale che le fa raggiungere risultati di notevole intensità poetica. Le sue immagini si sviluppano in una dimensione intimistica, nutrita d'un lirico sentimento e, nel contempo, sostenute da una particolare architettura formale. Il suo cromatismo è essenziale ed è vivificato da una energia interna, per cui i suoi dipinti sono carichi di memorie e di vive testimonianze di vita. È artista proiettata verso sempre nuove personali posizioni di stile e di tendenza, nella ricerca appassionata del nuovo.

Angelo Marcianò, Italia Artistica.